Poesie ispirate a Itaca di Concita Filippucci

IL TEMPO NON CI SFIORAVA

Com'era bella quella gioia
che noi,
temerari
piccoli padroni di assolute solitudini,
di arcaici silenzi,
vivevamo torridi estati
nell'isola lontana.
E i giochi sulle dune
che, improvvisi venti,
trasformavano in gobbe di cammelli.
E alghe,
dal salmastro intenso degli abissi,
lucevano sui piccoli corpi
nelle fantasiose danze,
con ritmi di onde.
Il tempo non ci sfiorava.
E al tramonto,
nel mare di bronzo,
l'ultimo tuffo.
Poi,
braccia tenere
materne,
raccoglievano il nostro abbandono
e sabbia,
dai riccioli di sale.

Isola d'Itaca Estate 1933

LA LIBERTA'

Nell'Isola antica,
del mare più antico del mondo,
correvi,
correvi.
Nel silenzio
nel vento correvi
e qual gabbiano in volo,
in tanta solitudine
già vivevi la libertà.

Isolo d'Itaca estate 1932

LE RICETTE DELLA ITACA DI OGGI

Iman baldì (il sospiro dell’Iman!)

INGREDIENTI Per 6 persone:
8-6 melanzane (quelle normali non quelle gonfie di ormoni !)
5-6 pomodori S. Marzano freschi
Prezzemolo (pulirlo, lavarlo e staccare le foglioline)
1 cipolla normale + 1 spicchi aglio
Sale fino
Olio EXTRA VERGINE Mon..i

PREPARAZIONE
Levare il torsolo delle melanzane, lavarle bene, asciugarle. Levare una striscia di buccia scendendo con il coltello da sopra fino sotto e risalendo fino sopra dal lato opposto.
Tagliare in lungo delle fette né sottili né grosse. Non mettere mai le fette sotto sale è tempo sprecato perché esse così, emetteranno sempre umidità. Invece posarle su un vecchio panno pulito in buon ordine e ricoprirle, premendo morbidamente su di esse. Quindi, messo l’olio nella padella antiaderente, meglio se di ferro. Friggerle appena indorate d’ambo i lati. Man mano che le posa sulla carta, mettere su di esse un po’ di sale fino. (pochissimo!)
Tagliare a parte il pomodori dopo aver levato la pelle e i semi.
Friggere con una piccola parte dell’olio ove si sono fritte le melanzane, la cipolla e l’aglio tagliate finemente. Sottointeso, friggetele assieme. Poi pulire del prezzemolo (solo le foglioline, perciò senza il gambetto). Lavato prima bene, bene e poi prese le foglioline metterle da parte. Prendere una pentola né di acciaio, né di coccio perché si attacca, ma di alluminio non aderente di cm. 20 di diametro un po’ alta.
Cominciamo:
mettere nel fondo della pentola un po’ del pomodoro tagliuzzato, sopra di essi delle fette di melanzane, una vicina all’altra; quindi distribuire sopra ad esse il fritto di cipolle e aglio (morbidamente dorato) e quindi oltre a qualche cucchiaiata dell’olio di frittura e un po’ di sale fino e una spolveratine di prezzemolo. Continuare perciò col pomodoro, ecc. ecc..
Finire sopra con il pomodoro appena da ricoprire il tutto. Cuocere con il coperchio scostato leggermente e con il fuoco basso. Ogni tanto prendere la pentola dalle maniglie e farla morbidamente ruotare da una parte e poi dall’altra e ciò per non fare attaccare sotto.
Quando la poca umidità del pomodoro si sarà assorbita e il tutto si sarà stufato, spegnere e levare il coperchio perché si raffreddi. E’ molto buono freddo, ma non di frigorifero.
Buon appetito!
N.B. Dimenticavo di dire che il coperchio quando si capisce che tutto è stato o quasi, finito di cuocere, levare il coperchio e cuocere ancora fino a completo assorbimento dell’umido del pomodoro.

(n.d.r.: mandateci una E-Mail, segnalando x Nonna Concita, per dirci come è andata

Ricettina FACILE Iuvezi (si può preparare sia con la pasta che con il riso)

INGREDIENTI
Dunque se il tempo è poco, ma si vuole soddisfare stomaco e gusto, così si proceda:
Per quattro persone:
½ Kg. Pasta De Cec.. (solo questa casa ha le pennette di misura adatta per questo cibo)
Oppure ½ Kg. riso più Originario che Arboreo
Parmigiano q.b. e a piacere per condire a tavola per ognuno il suo piatto (Nessun altro formaggio)
1 scatoletta Simment.. MEDIA – Burro
1 cucchiaino di ESTRATTO LIEB.. (oppure, ma … un dado non di verdure!)

PREPARAZIONE
In una pentola, meglio se non aderente, né di coccio, né di acciaio mettere a soffriggere un po’ di cipolla nel burro - Calcolate il vs. condimento …
Mettere la Simment.. Girare, insaporire anche col sale fino.
Aggiungere l’acqua necessaria CALDA. Quando comincia il lieve bollore, mettere il riso o la pasta Pennette De Cecc. (quelle piccolissime, quando le ricompro vi saprò dire il numero).
Più grandi le pendette o pasta diversa, viene tutto male!
A metà cottura, girando con un cucchiaio di legno, aggiungere circa un cucchiaio da the dell’ESTRATTO LIEB.. (è in vasetti di vetro bianco latte, di due misure, abbastanza caro in scatolette di cartone, confezionato).
Pensate si può mangiare anche spalmato un po’ sul pane come merendina, anche per bambini.
Dopo l’uso chiudere bene il vasetto e meglio se riposto in frigo. Dura molto. Dimenticavo: tale estratto lo si può sciogliere nell’acqua calda o immergerlo direttamente. Però meglio diluirlo così.
A fine cottura della pasta o del riso (se troppo asciutto, aggiungere l’acqua sempre calda, ancora un po’ di sale FINO (sempre) se assaggiando, sembrerebbe insipido e se si vuole anche del burro ancora.
Da Ricordare: non dev’essere la pietanza né troppo asciutta, né brodosa, ma MIELATA cioè morbida. E’ un piatto che l’acqua di cottura della pasta o del riso, NON E’ che si deve SCOLARE!
Fa parte degli ingredienti! Servire ben calda e ognuno aggiunga il suo parmigiano. Se tra i commensali non c’è nessuno che sia allergico al parmigiano o non gli piaccia, si può condire con un po’ di scorze di parmigiano a pezzetti, girando con il cucchiaio di legno, nell’ultimo tempo di cottura del tutto.

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To cheftedhachi - LA POLPETTINA

INGREDIENTI
7 etti di carne macinata di vitellone
5 patate non grosse
1 cipolla media
1 uovo intero
2 cucchiai grandi di formaggio pecorino
sale fino
una manciata di origano

PREPARAZIONE
Cuocere bene le patate e la cipolla con la buccia (lavate prima) Schiacciare le patate e la cipolla dopo averle pulite. Amalgamare tutto bene. Formare delle polpette rotonde non grandi e un po' schiacciate ai due lati. Passare le polpette nella farina (conviene sciacquarsi le mani prima per non rimanere "appiccicati"). Mettere l'olio nella padella e quando è bollente, posare le polpette torno torno, lasciando libero il centro per far restare l'olio bollente. Girarle 2 volte, con le forchette che bucano l'infarinatura. Posarle appena dorate su un piatto con la carta per assorbire l'olio in eccesso. Coprirle fino a portarle a tavola e... BUON APPETITO!

Se un giorno un gatto
Di un sol balzo,
furtivo,
felpato,
viene a sottrarti
dalla finestra che t’è accanto
un “cheftedhachi”
sul banco messo
tra un “plotoncino”
infarinato,
non lo sgridare,
non lo cacciare.
E’ bello,
color nutella,
e azzurro
e d’acciaio
ha lo sguardo.
E’ un soriano.

Io l’ho chiamato
L’”Innominato” !
Ha un buon fiuto
Non sol di gatto,
ma, per la scelta
che “Lui” ha fatto!! …

N.B. Questa piccola storia è vera. Essa ha avuto luogo nella mia cucina e mentre le polpette infarinate e ben allineate come un plotoncino aspettavano di essere fritte, io per una chiamata al telefono, le ho lasciate. Al mio ritorno, il bel soriano della sig.ra accanto, furtivamente dalla finestra entrato, spadroneggiava … Felice! Un guizzo e … via! …
E tutto, così amorevolmente preparato e con gran cura, è stato con gran lena, da me eliminato! …Nella spazzatura!