La
ceramica Raku e le opere di
Sandro Bonforti
La ceramica Raku nasce in Giappone nel XVI sec. ed è legata alla produzione di ciotole per la cerimonia del tè. L'ideogramma "Raku" tradotto liberamente significa "godimento, gioia, soddisfazione, liberazione", ma la sua vera origine è legata a "Jurakudai", il nome dello stile architettonico tipico dell'epoca in cui il Raku ebbe origine.
L'innovazione più importante rispetto alla tecnica tradizionale è quella che prevede una post-cottura riducente (senza ossigeno) anziché ossidante (in presenza di ossigeno): il pezzo cioè, una volta estratto dal forno ancora incandescente, viene inserito in un recipiente contenente foglie, paglia, segatura o altro materiale infiammabile. Tale operazione innesca una combustione che consuma rapidamente l'ossigeno. Questo processo determina (in combinazione con gli ossidi dello smalto) particolari effetti e sfumature unici e casuali.
L'argilla giusta per realizzare oggetti Raku, deve avere caratteristiche particolari, perché questa tecnica sottopone i pezzi ad uno shock termico rilevante. Deve essere una terra ricca di materiale refrattario (allumina e silice) che resista alle tensioni che si creano durante la riduzione, quando l'oggetto, in pochi secondi, subisce un brusco raffreddamento passando da ~1000°C a temperatura ambiente.